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Faber via del campo - Terre Miste

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Faber via del campo

Un omaggio a Fabrizio de Andrè
Un recital di canzoni del più grande cantautore italiano di tutti i tempi.
L’itinerario musicale ripercorre gli inizi di Fabrizio de Andrè, la stima per Brassens e l’amore per la canzone francese, le prime composizioni, le incisioni per la Karim, i primi
dischi ascoltati da un gruppo di fedelissimi estimatori quasi “gelosi” di averlo in esclusiva.
La scuola di Genova, per altro mai esistita, lo scontro e poi l’amicizia con Luigi Tenco che nel film la Cuccagna canta “La ballata dell’eroe”, una delle primissime canzoni di Fabrizio, le serate goliardiche con Paolo Villaggio e le canzoni scritte con lui. Mina che interpreta “La canzone di Marinella” e poi la fama e l’alta classifica che, se da un lato per De Andrè è un “fastidio”, dall’altro gli permette di liberarsi dal lavoro nelle scuole del padre e guardare alla sua musica in un ottica diversa.
L’ amicizia con il poeta cieco Mannerini e la nascita di “Senza orario, senza bandiera” e di “Tutti morimmo a stento”.  La Buona Novella dai vangeli apocrifi e l’incontro in studio con i Quelli (futura PFM),  quindi le canzoni ispirate all’antologia di “Spoon River” e l’amicizia con Fernanda Pivano. La collaborazione con Nicola Piovani e Giuseppe Bentivoglio per “Storia di un Impiegato” ispirato al maggio francese e con Francesco de Gregori per “Vol VIII°”. La sintonia con Leonard Cohen e Bob Dylan, che chiederà a Fabrizio di condividere una sua tournée e l’incontro con Massimo Bubola, che darà vita a “Rimini” e a “De Andre”, conosciuto dai più come “l’indiano”, realizzato dopo il rapimento e la prigionia sulle montagne sarde, “Hotel Supramonte”.
In mezzo a questi due lavori De Andrè trova il tempo per una serie di concerti con la PFM immortalati su disco. Con Mauro Pagani ex PFM realizza “Creuza de mà” che la critica internazionale premia in tutti i modi possibili, quindi “Le Nuvole” e poi i numerosi concerti.
L’amicizia con Vasco Rossi e i progetti comuni mai realizzati per mancanza di tempo e infine la collaborazione di Ivano Fossati per “Anime Salve”.
Nelle canzoni di Fabrizio de Andrè sono racchiusi i ricordi e i compagni d’infanzia, la vita dei carruggi e gli amici delle scorrerie nei vicoli dell’angiporto, gli amori, la denuncia di tutte le guerre e la totale solidarietà alla causa dei deboli e degli emarginati di ogni epoca, colore e paese.
Viene spesso soprannominato anche con l'appellativo "Faber", datogli dall'amico d'infanzia Paolo Villaggio in riferimento alla sua predilezione per i pastelli della Faber-Castell.


 
 
 
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